Intervista con Barbara Veronese, Partner di Oxera Consulting

Ha saputo costruirsi una carriera di successo “Nella società degli uomini”, citando il film di Neil LaBute del ’97; quella società spesso rappresentata da figure maschili uscite dalla penna di John Grisham e da altre storie cinematografiche stile “Wall Street”. Barbara Veronese tratta quotidianamente questioni nazionali e paneuropee in numerosi ambiti: concorrenza, antitrust, contenzioso in materia di danni, regolamentazione. Esperta di effetti e danni del cartello, di questioni relative alle aste e alla politica dello spettro, è socia e fa parte del board di Oxera Consulting LLP, società che fornisce consulenza a società, decisori politici, autorità di regolamentazione e avvocati. A Oxera è giunta dopo un percorso in consulenza e nel settore pubblico (Ofcom nel Regno Unito). Segnalata nelle guide specialistiche tra i massimi esperti di economia della concorrenza globalmente, è stata docente in vari corsi di laurea e post laurea  durante il percorso di dottorato alla London School of Economics and Political Science. BET SHE CAN l’ha intervistata.

Che cosa ti piace del tuo lavoro? (Francesca 9 anni, dal progetto “Anche noi Reporter!” sostenuto da IREN)

Soprattutto due cose. La prima: stare molto a contatto con colleghi che stanno progredendo nel loro percorso di crescita professionale e aiutarli nel loro sviluppo. Tante persone, cui sono grata, mi hanno aiutato molto da quando mi sono affacciata al mondo degli studi post-laurea e quindi del lavoro e mi piace, ora che ho fatto molte esperienze, fare lo stesso con gli altri. La seconda: lavorare molto con i dati leggendoli con strumenti appresi in economia e statistica per interpretare bene i casi che mi chiedono di analizzare e dare risposte che siano ben ancorate ad elementi di fatto concreti.

Se avessi la bacchetta magica e potessi trasformare qualcosa di te, cosa sarebbe? (dal Libro-progetto “Età di Mezzo” e progetto pilota scuole medie Reggio Emilia)

Mi piacerebbe riuscire a non irritarmi mai! Ammiro davvero le persone dotate di una profonda calma. Anni fa avrei detto essere più alta per giocare meglio a pallavolo.

Se potessi tornare indietro, sceglieresti ancora questo lavoro? (Francesca, 12 anni, dal Progetto 1, 2, 3, Storia!© | Libricino dei mestieri 2025)

Senz’altro rifarei lo stesso lavoro e non perché sia stato tutto sempre perfetto senza inciampi temporanei nel percorso. Mi è chiaro che questo lavoro mi ha consentito una grande libertà e autonomia nelle mie scelte professionali, senza mai dover appartenere a cordate o stare in scia di qualcuna/o più senior in un ruolo ancillare. Questo lavoro di “nicchia” mi ha consentito di mettere in opera praticamente tutto quello che ho studiato, dal primo anno di Ca’ Foscari al PhD alla LSE, con una grande aderenza tra il CV accademico e il lavoro. Più recentemente ho colto che forse entra nel mix di questa soddisfazione e aderenza alle mie corde anche il gusto del viaggiare, conoscere cose, parlare anche altre lingue che penso mi abbiano trasmesso sottopelle nell’infanzia e giovinezza i miei genitori.

Qual è il pregiudizio primo con cui ti sei scontrata? (Irina, 12 anni, dal Progetto 1, 2, 3, Storia!© | Libricino dei mestieri 2025)

Nel mondo del lavoro, il pregiudizio contro chi ha qualifiche accademiche, di non essere concreto e quindi di essere meno pronto a fare il consulente.
Prima di entrare nel mondo del lavoro, abbastanza presto ho cozzato con la lista dei pregiudizi su cosa facessero meglio/ spettasse prima ai maschi (guidare, il computer ecc).

Puoi essere sostituita dall’intelligenza artificiale? (Sofia, 12 anni, dal Progetto 1, 2, 3, Storia!© | Libricino dei mestieri 2025)

Ho risposto NO di getto, perché ognuno di noi è un unico. Anche limitandoci al mondo del lavoro mi pare si trascurino troppo rapidamente anche i patrimoni di personalità, relazioni e comunicazione dal vivo. Posso sbagliarmi, specialmente nel lungo periodo, è chiaro che la portata dei sistemi (con non poco dispendio energetico), è enorme e non del tutto apprezzabile ora. Tuttavia, in termini generali, la mia risposta dipende dal fatto che non tutto ciò che accade appartiene a qualcosa di già visto in passato, già codificato e quindi inferibile. Nelle situazioni sdrucciole, nuove, poco definite dove si deve esercitare un giudizio tra quel che è scritto nelle righe e quello che è tra le righe forse essersi comunque umani dotati di circuiti propri (anche questi non ben compresi e dal potenziale vasto) nel cervello resta un presidio al valore dei singoli e del loro percorso.

Cosa pensi di BET SHE CAN?

BET SHE CAN ha trovato un modo di perseguire l’obiettivo di uguaglianza e rispetto delle potenzialità di ogni persona, che sta a cuore a tutti noi, in un modo profondamente efficiente e razionale, e così ha le miglior chance di incidere davvero. Se anche lo Stato, io credo molto negli interventi pubblici, si imbarcasse con questo spirito a far capire alle bambine che sono libere e quale sia il loro pieno potenziale, nel percorso che condividono di crescita con i bambini, tutti diventerebbero adulti migliori. Non solo, questo nostro Paese andrebbe al doppio della velocità, più innovazione, più crescita, penso anche con una dose di felicità maggiore oltre al PIL e maggiore coesione.

Nel tuo contesto lavorativo, noti differenze tra paesi nelle dinamiche uomo donna? (domanda della fondatrice Marie Madeleine Gianni)

Mi pare che in ambienti di lavoro comparabili nel nord America siano avanti anni luce rispetto all’Europa. Tra paesi europei, forse ne vedo meno di quelle che pensavo di trovare prima di intraprendere una carriera professionale, anche se direi non è un caso che alcuni dei paesi in Europa abbiano il tasso di partecipazione femminile al mondo del lavoro più basso di tutti. Credo sia direttamente imputabile a remunerazione, dinamiche sul lavoro (aspettative asimmetriche tra i generi), credibilità di un percorso di crescita professionale (che poi si riverbera ulteriormente sulla remunerazione), pluralità di stili di management, politiche sul congedo parentale e …di visione al vertice nel pubblico e nelle aziende.