14 Gen Intervista con Nazzarena Franco, CEO di DHL Express Italy
Vent’anni di esperienza in un settore ancora a prevalenza maschile come quello dei Trasporti, della Logistica e dell’Aviazione, eppure la CEO di DHL Express Italy ha un’energia e un entusiasmo che la fanno assomigliare più ad una ragazza affacciatasi da poco al mondo del lavoro. Invitata a parlare in convegni nazionali ed internazionali, sostiene con forza l’innovazione nel suo settore, così cruciale e cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Laureata in Economia con Master in Finance, dopo alcuni anni in consulenza strategica, è stata “Managing Director” per Fast Freight Marconi SpA e “Head of Corporate Strategy & Business Development” presso l’Aeroporto Marconi di Bologna nonché Presidente AICAI e, da 2 anni, è membro del Consiglio Direttivo della Camera di Commercio Italo-Tedesca (AHK).
Che cosa ti piace del tuo lavoro? (Francesca, 9 anni, domande fatte nel progetto “Anche noi Reporter!” sostenuto da IREN)
Del mio lavoro mi piacciono tanto due cose: la prima è il dover prendere molto spesso decisioni, anche importanti – decidere è sapere dove andare – la seconda è il rispondere a tante risposte a tantissime persone all’interno e all’esterno dell’azienda e quindi devo sempre avere la giusta risposta per tutti. Non è sempre facile, ma anche questo aspetto mi appassiona molto, perchè mi porta a studiare e migliorarmi sempre di più.
Sei famosa? (Irma, 10 anni, domande fatte nel progetto “Anche noi Reporter!” sostenuto da IREN)
Penso di essere abbastanza famosa nell’ambito del mio settore, ovvero nell’industria della logistica e del trasporto. Un riconoscimento che mi rende felice.
Qualcuno o qualcosa ti ha ispirata? (Maddalena, 9 anni, domande fatte nel progetto “Anche noi Reporter!” sostenuto da IREN)
Mi hanno sicuramente ispirata i miei educatori: in primis i miei nonni, i miei genitori ed anche gli insegnanti che ho incontrato durante gli anni della scuola. Un’altra esperienza fondante è stata quella di frequentare per anni gli scout. Nel corso della mia vita ringrazio tutte quelle persone che, con l’esempio, i consigli e il supporto, mi hanno resa migliore, non solo dal punto di vista professionale, ma anche nell’ambito relazionale e sociale. Sono queste figure che hanno contribuito a formare la mia leadership.
Tu hai un’amica o un amico diversi da te? Che cosa vi distingue? (dal Libro-progetto “Volo con te”)
Premetto subito che tutti gli amici che ho sono molto diversi da me. Anzi, se incontro persone troppo simili, difficilmente diventano amiche. La diversità è un elemento che io cerco: più una persona è differente da te e più ti offre una visione nuova del mondo e delle cose. Ciò aiuta anche a relativizzare le situazioni che vivi perché non le consideri più uniche, ma come parti di un’esistenza composta da molteplici opportunità. Ho tantissimi amici che fanno lavori completamente diversi dal mio, in contesti differenti, in altre città e nazioni e con svariati hobby. Incontrarli è una fonte inesauribile di arricchimento: vedo e sento cose che, altrimenti, nella mia vita non avrei l’occasione di vedere e sentire.
Il progetto più difficile che hai realizzato? (Irine, 11 anni, dal Progetto 1, 2, 3, Storia!©” | Libricino dei mestieri 2025)
Sono partita per un trekking in alta quota senza essere preparata atleticamente: dieci giorni sull’Himalaya. Mi sono allenata strada facendo. Ho sofferto tantissimo i primi giorni, ma poi sono riuscita ad arrivare in cima. È stata una grandissima soddisfazione. Alla fine del viaggio mi sono resa conto che era stato importante riuscire a raggiungere la vetta, ma altrettanto scendere e tornare sani e salvi a casa. Non solo ero riuscita a colmare le lacune che avevo in termini di allenamento, ma mi ero talmente adattata alla situazione, alla fatica e all’ambiente che gli ultimi giorni i miei compagni di trekking mi avevano soprannominata “Duracell”! Rispetto all’andata – durante la quale ero lenta e soffrivo terribilmente l’alta quota – ero diventata scattante ed energica come se avessi sostituito le pile! Avevo finalmente acquisito fiducia in me stessa.
In che modo un’azienda di trasporto internazionale può contribuire concretamente a migliorare il mondo? (Domanda della fondatrice di BET SHE CAN, Marie-Madeleine Gianni)
Una delle frasi più iconiche in DHL è sicuramente “Connecting people, improving lives”, ovvero “connettiamo le persone, miglioriamo le loro vite”: spesso in una spedizione c’è qualcosa di molto importante. Un componente spedito da un’azienda ad un’altra, materiale cruciale per costruire oppure assemblare un prodotto, può essere anche un capo di abbigliamento oppure un dono che un bambino aspetta con trepidante attesa. Per questo noi sentiamo di migliorare le vite delle persone e delle aziende, sia per chi spedisce sia per chi riceve. Una spedizione è sempre fonte di soddisfazione, di gioia o di sorpresa e di progresso.
Cosa pensi di BET SHE CAN?
Mi sono spesso trovata a valutare progetti che miravano a rafforzare la consapevolezza di bambine e giovani donne, dando loro la spinta per studiare materie considerate “per uomini” e di affrontare carriere poco praticate dal genere femminile. Quelli sviluppati da BET SHE CAN, che conosco da anni, li considero ancora fra i più efficaci, attuali ed originali. Operare fin dalla prima infanzia su bias cognitivi appresi dalla cultura e dall’educazione che abbiamo ricevuto, è una bellissima idea. Poter trasmettere alle donne di domani la consapevolezza che hanno pari opportunità per realizzare i loro sogni è geniale e grandioso.

Accompagna la crescita di bambine e ragazze nella fase della preadolescenza attraverso strumenti di supporto allo sviluppo della consapevolezza di ciò che sono e di ciò che vogliono essere, fino alla libertà nelle loro scelte e azioni.