17 Mar Intervista con Giovanna Dossena, fondatrice di AVM Gestioni sgr
Vulcanica, intraprendente, elegante, aperta alle sfide e sempre pronta a nuovi progetti. Giovanna Dossena, sposata, due figli, bocconiana, manager e docente universitaria italiana, fondatrice ed oggi Principal di AVM Gestioni sgr e AVM Associati, è Professoressa Ordinaria di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università degli Studi di Bergamo. È anche membro del Comitato Scientifico e del Comitato Strategico del Parco Tecnologico Kilometro Rosso, con cui ha creato il fondo Cysero, ed è membro di SIMA (Società Italiana di Management). Fondatrice e direttrice del Centro di Ricerca Entrepreneurial Lab E-Lab dell’Università di Bergamo, è anche Responsabile del CEP – Research Division on Entrepeneurial Philantropy e dell’IEE – Research Division on Intelligence on Entrepreneurial Enterprises – ed è Membro del Comitato del Dottorato in Logistica e Supply Chain Management dell’Università degli Studi di Bergamo. Protagonista in ambiti tradizionalmente maschili – dall’imprenditoria alla finanza e oltre – BET SHE CAN l’ha raggiunta ed intervistata.
Che cosa ti piace del tuo lavoro? (Francesca, 9 anni, dal progetto “Anche noi Reporter!” )
Direi dai miei tanti lavori: sono docente, ricercatrice, inventrice e gestisco fondi d’investimento. Il segreto sta nel trovare il leitmotiv che unisce le esperienze che facciamo in famiglia, che viviamo nel quotidiano, che sperimentiamo in azienda e tutto si semplifica. Non sono infatti distinte, coabitano dentro di noi in egual maniera. La cosa importante? Condividerle, trasformarle in un input per chi ci sta vicino, vive e lavora con noi. Quello che, quindi, mi piace dei miei lavori è che vivo quotidianamente una nuova storia. Perché, se abbiamo fatto tesoro delle esperienze che abbiamo vissuto, saremo in grado di affrontare ogni cosa con uno spirito aperto, pronto ad imparare qualcosa di nuovo. Il mio percorso, i miei studi, sono sicuramente molto attagliati alla vita di una donna: deve essere una caratteristica femminile quella di trovare sinergie fra le innumerevoli cose che siamo in grado di fare. Inoltre, essendo generatrici, siamo portate a sostenere e a prenderci cura di una nuova azienda che nasce. In fondo, ogni giorno gestiamo la start up della nostra vita.
Hai paura di qualcosa? (Elisa, 8 anni, dal progetto “Anche noi Reporter!” )
Di tutto e di niente. La paura è un sentimento che frena e che, frenandoti ti rende prudente. È qualcosa che devi saper gestire con sapienza ed attenzione. La paura è la proiezione sul mondo delle nostre ombre interiori, rappresenta tutto ciò che temiamo non essere in grado di affrontare. Prima cosa che consiglierei ad una ragazza che si sta affacciando sul mondo è quello di aprire un dialogo con sé stessa, perché la persona con la quale passerai tutta la vita sei tu. Dobbiamo chiederci: “Cos’è che temo non riuscire ad affrontare? Perché ne ho così tanta paura?” Affrontiamo le nostre paure in primis con noi stesse perché in molti casi non sono reali minacce esterne, ma sentimenti negativi per auto sabotarci. Non dimentichiamo le nostre paure, affrontiamole per andare oltre. Spesso, poi, ignoriamo i veri pericoli. Riassumendo: Sì ad un sistema di allerta per individuare i rischi oggettivi, NO alla paura immotivata ed autobloccante. Dobbiamo essere vigili, ma non paralizzate dal timore.
C’è qualcosa che gli altri non sanno di te? (dal libro-progetto “Volo con te”)
Non so cosa gli altri sanno di me! Ero una bambina timida, rimango una donna riservata. La natura ci fa in un modo con un DNA che genera opportunità e problemi: mi sarebbe piaciuto sapere cantare bene, ma purtroppo anche nelle mura domestiche, se mi sentono, storcono il naso. Da piccola e da ragazza intervenivo in pubblico solo se certissima di quello che stavo asserendo. Sono cambiata, ora sono propositiva verso gli altri. Con il prossimo bisogna essere propositivi. Parlando delle donne: il nostro livello di assertività è anche legato ai decibel della nostra voce. Vincono i toni maschili, che sono più marcati ed alti. Lavoriamo anche sulla nostra voce.
Cosa pensi che agli altri piaccia e non piaccia di te? (Valentina, 9 anni, dal progetto “Anche noi Reporter!” )
Non si può piacere a tutti, per attitudine, valori, idee. Ma forse è giusto così. Non sono una persona che scende a compromessi, a volte sono molto chiara, forse troppo. Un posizionamento chiaro aiuta anche chi non ti conosce. Questo non a tutti piace. Quelli che mi vogliono bene mi dicono che sono un po’impositiva: quando sono convinta di un’idea, di un progetto, sono molto determinata. Potere + responsabilità, bisogna lavorare su questo binomio. Come stiamo dosando doveri e responsabilità? Piaccio perché io ci sono. Quando c’è bisogno di me, mi trovi sempre. Nelle cose piccole e nelle cose grandi. Non importa il problema, il contesto, la gravità della situazione. Ci sono. Io ho il senso del dovere e l’umiltà di comprendere le cose. A volte la società che mi circonda non mi rispecchia. Pazienza.
Puoi essere sostituita dall’intelligenza artificiale? (Sofia, 12 anni, dal Progetto 1, 2, 3, Storia!©” | Libricino dei mestieri 2025)
Né io, né tu, cara Sofia. Mi raccomando, Sofia, non cadere nella trappola dell’AI. La tecnologia è sempre stata disrupting. Non si tratta di un’intelligenza, è un supporto che impara da noi. Si tratta di un buon strumento di operatività. Ma non potrà mai sostituire la nostra umanità. Noi rimaniamo noi.
Come fa AVM SGR concretamente a conciliare obiettivi economici e impatto sociale? (Domanda della fondatrice di BET SHE CAN, Marie-Madeleine Gianni)
Se si studiano i settori impact e della tecnologia, vediamo che la tecnologia è la causa e lo strumento per cambiare le cose. Studiamo le diverse sinergie per migliorare il mondo. La finanza permette di raggiungere dei valori aldilà del solo guadagno. Education, economia circolare, sanità sono fra i settori che già sono impattati dalla rivoluzione green. Il processo sostenibile deve essere reale e trasparente. Tutta la catena produttiva deve essere tracciata.
Cosa pensi di BET SHE CAN?
Tutto quello che prende in considerazione un fenomeno che è fondamentale e che coinvolge le persone fin da subito – perché è importantissimo – aiutandole a posizionarsi, rispetto agli altri, al mondo, ma soprattutto con sé stesse, sviluppando senso critico, coscienza e consapevolezza di ciò che le circonda è fondamentale. Sono pronta anch’io a mettermi in gioco fin da subito!

Accompagna la crescita di bambine e ragazze nella fase della preadolescenza attraverso strumenti di supporto allo sviluppo della consapevolezza di ciò che sono e di ciò che vogliono essere, fino alla libertà nelle loro scelte e azioni.