06 Feb Intervista con Anna Carmassi, Presidente di STEAMiamoci
I corsi STEM si tingono sempre più di rosa: dati del 2024 rivelavano che, in Italia, il 37% degli iscritti erano donne; Il 23% nelle facoltà di Ingegneria Industriale e dell’informazione, mentre si saliva al 61% di iscritte al corso di Ingegneria Biomedica. Il gap retributivo fra uomini e donne è ancora il 6% fra i laureati magistrali in corsi STEM e nei ruoli manageriali le donne si fermavano al 28%. Esiste una realtà – ad aprile 2025, nell’ambito del sistema Confindustria, è diventa un’associazione – che da dieci anni agisce sul campo: “STEAMiamoci – si legge nell’homepage – è un’esortazione all’azione: la “A” di Arte si aggiunge all’acronimo STEM perché le discipline tecnico-scientifiche, arricchite dalla creatività, includono tutte le forme di conoscenza ed espressività”. Nata a Milano all’interno di Assolombarda, collabora a stretto contatto con università , scuole, enti nazionali e internazionali. Oggi è una rete sinergica di aziende e associazioni del Sistema Confindustria. Obiettivo? Creare più opportunità per le donne, per aumentarne il livello di occupazione e rendere più ricche le nostre comunità. Come BET SHE CAN, anche STEAMiamoci promuove progetti nelle scuole, avvicinando le bambine e le ragazze al mondo STEM. Anna Camassi è Presidente di STEAMiamoci.
Di cosa ti occupi e quali obiettivi pensi di aver raggiunto? (Elena, 11 anni)
Ho il piacere di guidare un’associazione nazionale, STEAMiamoci: un gruppo di organizzazioni pubbliche e private, di donne e uomini che mettono a disposizione le proprie esperienze di studio e professionali per diffondere la conoscenza delle materie tecnico-scientifiche, in particolare tra bambine e ragazze.
Insieme, perseguiamo l’obiettivo di contrastare gli stereotipi che le considerano non adatte ad “avventurarsi” nella formazione in campo tecnico-scientifico, il cosiddetto ambito STEM (acronimo inglese che significa scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) che concorre al progredire delle nostre comunità.
Il nostro impegno mira ad aumentare la loro consapevolezza rispetto ai talenti di cui dispongono e ampliare la loro partecipazione in tutti i campi, in termini qualitativi e quantitativi. I valori di STEAMiamoci si esprimono anche nella concretezza delle numerose borse di studio che, da tanti anni, riusciamo ad assegnare a tante ragazze meritevoli.
Se avessi la bacchetta magica e potessi trasformare qualcosa di te, cosa sarebbe? (Domanda estratta da “L’Età di mezzo” progetto Pilota Reggio Emilia)
Vorrei parlare tutte le lingue del mondo, per comprendere e conoscere meglio altre culture.
Che miglioramenti hai generato con il tuo lavoro? (Alice, 10 anni, dal progetto “Anche noi Reporter!” sostenuto da IREN)
STEAMiamoci ha l’ambizione di portare un cambiamento culturale nella nostra società e questo richiede tempo. Un passo dopo l’altro osserviamo l’efficacia del contrasto agli stereotipi: sempre più ragazze si appassionano alle materie STEM. Vediamo liberarsi talenti preziosi.
Ti hai mai fatto male uno stereotipo nel profondo? (Eleonora, 12 anni, dal Progetto 1, 2, 3, Storia!©” | Libricino dei mestieri 2025)
Nel mio vissuto posso dire di non essere stata colpita da stereotipi. Posso dire che, in generale, mi disturbano. Molto. Mi urtano i pregiudizi, rifuggo dall’idea di “catalogare” le persone secondo criteri e categorie che prescindono da valutazioni oggettive.
Il progetto più difficile che hai realizzato? (Irine, 11 anni, dal Progetto 1, 2, 3, Storia!©” | Libricino dei mestieri 2025)
Convincere tante donne e uomini, con esperienze, età e provenienze diverse, a lavorare insieme, investendo, a titolo gratuito, energie e tempo per costruire un futuro equo e sostenibile.
Come è nata l’idea di STEAMiamoci? (Domanda della fondatrice di BET SHE CAN, Marie-Madeleine Gianni)
Dall’idea di aumentare la diffusione delle competenze STEM in particolare tra le ragazze, senza trascurare l’elemento “creatività”, ampiamente presente nel mondo della ricerca e ben espresso dalla “A” di “arte” inserita nell’acronimo. Così siamo arrivate a STEAM (in inglese “vapore”), energia propulsiva, che nella lettura ci ha suggerito l’aggiunta di quel “codino” che ne fa l’esortazione rivolta al mondo femminile: “stimiamoci”!
Cosa pensi di BET SHE CAN?
Ne apprezzo la convinzione con cui lotta contro stereotipi e condizionamenti e l’impegno con cui promuove strumenti per l’acquisizione di consapevolezza tra bambine e ragazze.

Accompagna la crescita di bambine e ragazze nella fase della preadolescenza attraverso strumenti di supporto allo sviluppo della consapevolezza di ciò che sono e di ciò che vogliono essere, fino alla libertà nelle loro scelte e azioni.